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Casa Toti Truniger
Bellinzona

Guidotti Architetti SA
Studio d' Architettura

Struttura pergola 3 © Sabrina Montiglia, c/o Spazio 1929, via Ciseri 3 LuganoStruttura pergola 2 © Sabrina Montiglia, c/o Spazio 1929, via Ciseri 3 LuganoStruttura pergola 1 © Sabrina Montiglia, c/o Spazio 1929, via Ciseri 3 LuganoAccesso © Sabrina Montiglia, c/o Spazio 1929, via Ciseri 3 LuganoSoggiorno 1 © Sabrina Montiglia, c/o Spazio 1929, via Ciseri 3 LuganoSoggiorno 2 © Sabrina Montiglia, c/o Spazio 1929, via Ciseri 3 LuganoSoggiorno 3 © Sabrina Montiglia, c/o Spazio 1929, via Ciseri 3 LuganoSoggiorno 4 © Sabrina Montiglia, c/o Spazio 1929, via Ciseri 3 LuganoStudio © Sabrina Montiglia, c/o Spazio 1929, via Ciseri 3 LuganoCamera 1 © Sabrina Montiglia, c/o Spazio 1929, via Ciseri 3 LuganoCamera 2 © Sabrina Montiglia, c/o Spazio 1929, via Ciseri 3 LuganoCamera 3 © Sabrina Montiglia, c/o Spazio 1929, via Ciseri 3 LuganoCamera 4 © Sabrina Montiglia, c/o Spazio 1929, via Ciseri 3 Lugano
Catégorie:
Habitation (jusqu'à 2 logements)
Première mise en service:
2018
Nombre d'immeubles:
1
Etages:
2
Sous-sols:
1
Appartements:
1
Superficie du terrain:
585 m²
Surface d'étage:
299 m²
Surfaces utiles:
236 m2
Volume bâti:
1011 m³
Coûts de construction:
1.3 Mio. CHF

Montana Bausysteme AG
Montana Bausysteme AG
Durisolstrasse 11
5612 Villmergen
Tel. 056 619 85 85
Fax. 056 619 86 86
info@montana-ag.ch
www.montana-ag.ch

Architecte/planificateur

Guidotti Architetti SA
Studio d' Architettura
El Cunvent 7
6513 Monte Carasso
091 857 85 15

Il quartiere di Ravecchia presenta oggi una tipologia urbana tipica dei quartieri Borghesi di fine ‘800./ inizio ‘900. Le ville sono posizionate al centro del terreno senza un’orientazione predominante e sono immersi in grandi giardini quasi sempre generosi di vegetazione.

La forte penuria di terreni liberi e la conseguente esplosione dei loro costi - fattori sommati alla pressione edilizia esercitata in questi tempi su tutto il territorio Ticinese – rischiano di modificare in modo consistente la fragile struttura urbana di quartieri come questo. I proprietari sono infatti sempre più spesso spinti a scorporare dalle loro proprietà parti significative di terreno per venderle a terze persone intenzionate a costruirvi la propria casa. Il pericolo di questo processo di trasformazione potrebbe avere come conseguenza ultima quella di trasformare questi quartieri in più banali quartieri di casette a schiera dove a variare, rispetto ai precedenti, è il rapporto tra vuoto e pieno con il primo in netta diminuzione rispetto al secondo. Il giardino si riduce ad un’inutile striscia di pochi metri tutt’attorno alla casa.

La soluzione facilmente immaginabile in un primo tempo dai committenti va quasi inevitabilmente nella direzione indicata sopra. Le distanze dai confini sono i minimi legali e l’ altezza del nuovo fabbricato, per poter garantire i contenuti richiesti, sfrutta il potenziale massimo permesso da piano regolatore.
Come si può facilmente intuire, l’insieme generale che ne consegue, è piuttosto contradditorio rispetto alle caratteristiche fondamentali del quartiere circostante. Il nuovo volume cosi inserito comincerebbe a creare una serie di abitazioni giustapposte le une alle altre che intrattengono con il proprio giardino un rapporto atipico, per questa zona, di frontalità. Gli spazi tra le case diventano semplici distanze legali e le facciate che vi si affacciano, inevitabilmente, diventano facciate laterali.
Se questo aspetto potrebbe anche essere gestito in maniera architettonicamente corretta nel nuovo progetto ancora da eseguire, sarebbe però contradditorio e nocivo per le costruzioni preesistenti che si orientano in modo anche importante su questo spazio attualmente vuoto.

La soluzione proposta cerca di dare una risposta alternativa. Il quesito che ne regge l’intero sviluppo non è tanto quello di capire come introdurre un nuovo volume costruito ma piuttosto quello di capire se è possibile, pur edificando la totalità del programma richiesto dal committente e permesso dal piano regolatore, mantenere un grande giardino che non entri in concorrenza volumetrica con le preesistenze ma che riesca piuttosto a incrementare il verde tra i volumi esistenti.
Per questo motivo il progetto è pensato come un grande giardino pensile dove l’architettura vera e propria della casa - articolata su di un solo piano e staccata dai confini da un vuoto superiore a quello imposto da piano regolatore – è coperta da vegetazione. L’intera proprietà diventa spazio abitato ed è pensata come una grande pergola la cui copertura verde si divide tra tetto giardino (zone interne riscaldate) e piante rampicanti (spazi verdi esterni)

Gli ambienti interni della casa sono completamente aperti sul giardino e lo spazio è chiuso da un “muro verde” fatto di pinte rampicanti che servono in egual modo per garantire la privaci nei confronti del vicinato e ombreggiare gli spazi esterni. La scelta di aumentare lo spazio esterno tra confine e abitazione fino a renderlo identico per dimensione allo spazio interno, serve per affermarne l’importanza e renderlo gerarchicamente simile a quello abitativo. In questo modo lo spazio visivo interno si dilata e l’intera parcella diventa casa.


Publication
Archi 6 2017
Faces 2018


Plan de situation Casa Toti Truniger de Studio d' Architettura<br/>
Plan de situation
Sous-sol Casa Toti Truniger de Studio d' Architettura<br/>
Sous-sol
Rez de chaussée Casa Toti Truniger de Studio d' Architettura<br/>
Rez de chaussée
Coupe longitudinale Casa Toti Truniger de Studio d' Architettura<br/>
Coupe longitudinale
Coupe transversal Casa Toti Truniger de Studio d' Architettura<br/>
Coupe transversal
Facade ouest Casa Toti Truniger de Studio d' Architettura<br/>
Facade ouest
Facade nord Casa Toti Truniger de Studio d' Architettura<br/>
Facade nord
Détail Casa Toti Truniger de Studio d' Architettura<br/>
Détail